Biografia

Pittore e autore teatrale insieme a Giorgio Gaber, ha rappresentato e raccontato, attraverso i due linguaggi che ha sempre mantenuti distinti, il personale e il politico delle generazioni che hanno visto da un lato cambiare radicalmente il mondo e dall’altro rimanere intatta la dimensione della solitudine esistenziale. Due linguaggi che in questi decenni lo hanno tenuto vigile e attento ai mutamenti della realtà socio-politica come a quelli dell’anima.

Pittore “figurativo” in modo intransigente, se così vogliano dire: la sua produzione è rimasta pressoché intatta dalle furie iconoclaste e al contempo fedele ad una atmosfera di fondo – alla metà degli anni Cinquanta definita “realismo esistenziale”, venticinque anni dopo “metacosa” –  che si ritrova anche nelle opere successive, nelle spiagge invernali e nei mari immobili e senza voce intravisti da una finestra.

In mostra opere molto significative ma poco conosciute perché provenienti in gran parte dalle collezioni private di suoi amici e familiari, esemplari dei diversi periodi e al contempo capaci di delineare il leit motiv che tutte le accomuna, un continuo arrovellarsi intorno alla solitudine esistenziale, dove il pittore intrattiene colloqui intimi con i disadattati dell’ “essere”.

Immagini bloccate in una totale assenza di tempo, in una luce ferma quasi in attesa che si compia il miracolo montaliano; ambienti in cui rinnovate inquietudini si esprimono nella ambiguità “interno- esterno”; esseri umani come larve che si muovono come ombre in stanze oscure, riflessi negli specchi, alle prese con la fatica di trasformare i loro gesti  in amore.

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